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La nostra
stagione espositiva prosegue con questa rassegna dedicata a un grande
maestro milanese.
Protagonista di questa esposizione è Tino Vaglieri (1929-2000),
artista tra i più importanti e significativi della seconda metà
del secolo scorso ma, come spesso avviene, ingiustamente dimenticato dalla
critica e dal collezionismo italiano. Per fortuna, alla Fondazione Stelline
e contemporaneamente allAccademia di Brera, nel giugno 2001 è
stata organizzata una grande rassegna dedicata al lavoro di Vaglieri,
con un bel catalogo (edizioni Medusa) a cura di Elena Pontiggia, uno dei
rari casi di critico importante che non ha paura di occuparsi anche di
artisti bistrattati, superati, e non di tendenza.
La storia
della nostra galleria testimonia lattenzione verso il lavoro della
generazione di pittori nati intorno agli anni Trenta e che hanno operato
a Milano dalla metà del secolo scorso contribuendo a fare del capoluogo
lombardo una delle capitali dellarte europea del Novecento.
Tra questi
artisti cera assolutamente Tino Vaglieri considerato dallattenta,
e ancora libera, critica dellepoca come uno dei più grandi
talenti mai espressi dallarte italiana contemporanea. Qui verrà
presentata una serie di lavori, olii su tela, disegni e tecniche miste,
prodotti dal maestro triestino tra il 1956 e il 1983. Sono opere rabbiose,
violente, aggressive, tragiche, a volte persino offensive.
Cè dolore, cè sofferenza, cè indignazione
in esse, al punto che Roberto Tassi affermava che una tale forza espressiva
laveva riscontrata solo nei Desastres di Goya o ne La
Guerra di Otto Dix.
Tema dominante della sua pittura e della sua grafica è la realtà
urbana, sentita in modo viscerale come tragicamente oppressiva e segnata
dalle ricorrenti e metaforiche presenze di emblematici oggetti (le fognature,
i televisori) e figure (repressi, guardiani e poliziotti).
Cenni
biografici
Tino Vaglieri è nato a Trieste nel 1929. Trascorre ladolescenza
a Roma, dove compie gli studi classici. Nel 1947 giunge a Milano e si
iscrive nel 1949 allAccademia Brera, sotto la guida di Carpi.
Conosce in questo periodo Banchieri, Romagnoni, Ceretti, Guerreschi, Ferroni,
gli artisti con cui forma il movimento del Realismo Esistenziale.
Luomo e la sua storia mi hanno sempre interessato scriveva
Vaglieri nel catalogo di una mostra milanese del 1954 . Sento la
necessità di guardare le cose e gli uomini con occhi puliti, liberi
da schemi.
Presente con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1960, lartista
ha poi proseguito isolato la sua ricerca, affrontando soprattutto due
temi: la violenza della storia e la verità della natura. Importante
e assiduo il suo rapporto con la mitica galleria Delle Ore.
Tino Vaglieri è morto a Milano nel 2000.
TINO
VAGLIERI
Opere 1956-1983
Milano, Galleria Bellinzona, via Volta 10
Dal 24 marzo al 30 aprile
Orario
di galleria: dal
martedì al sabato 16.00-19.30; giovedì fino alle 21.00
Mattina e festivi su appuntamento
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