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FRANCISCO
GOYA Y LUCIENTES
I Capricci
Dal 7
settembre al 28 ottobre 2006 alla Galleria Bellinzona di Milano (via
Volta 10) si terrà la mostra I Capricci di Goya.
I Capricci è la serie di incisioni più famosa del maestro
spagnolo (1746 1828). Composta da 80 tavole (acqueforti e acquetinte)
di grande formato, viene realizzata nel 1799.
Il termine
'capricci' indica quei pensieri stravaganti che danno origine a raffigurazioni
di fantasia, e che risente di uninfluenza italiana (gran parte del
1770 lo passerà a Roma), a sottolineare il continuo interscambio
culturale che Goya ebbe col nostro paese.
Caratterizzati da una satira pungente e a volte grottesca, descrivono
con grande lucidità tutti i mali, i pregiudizi, gli inganni e le
menzogne della società spagnola dellepoca, non tralasciando
nessuna delle sue classi, da quelle più povere, alla Chiesa, alla
nobiltà, persino alla famiglia reale.
Come ebbe
modo di dire lo stesso Goya, nel Diario de Madrid del 6 febbraio 1799:
L'autore, essendo persuaso del fatto che la censura degli errori
e dei vizi umani (benché propria dell'Eloquenza e della Poesia)
possa anche essere oggetto della Pittura, ha scelto come argomenti adatti
alla sua opera, tra la moltitudine di stravaganze e falli comuni di ogni
società civile, e tra i pregiudizi e menzogne popolari, autorizzati
dalla consuetudine, dall'ignoranza o dall'interesse, quelli che ha ritenuto
più idonei a fornir materia per il ridicolo e a esercitare allo
stesso tempo la fantasia dell'artefice".
La loro pubblicazione
procurò un immediato e sdegnato scandalo, dovuto al fatto che molti
vi si riconobbero ritratti, al punto che dovette intervenire la Santa
Inquisizione impedendo la circolazione delle stampe ritenute blasfeme
e scandalose.
Nei Capricci, Goya esplora un vasto panorama di comportamenti, dalla frivolezza
delle giovani fanciulle che sperano di accalappiare un ricco marito spesso
con laiuto di donne più anziane che dispensano loro consigli,
alle condotte viziose degli uomini di potere invischiati in losche vicende
di corruzione e prostituzione, alla vanità della nobiltà,
spesso rappresentata con delle maschere nel loro continuo voler apparire
ciò che non sono, o la cattiva educazione impartita da genitori
poco accorti ai loro bambini.
Un grande capitolo viene dedicato alla stregoneria, molto spesso ritratta
nella sua più cruda bestialità; ne è un esempio la
tavola Soffia, dove alcuni bambini vengono mangiati durante una festa
notturna oppure in A caccia di denti dove una strega cava i denti ad un
impiccato.
La fortuna
immediata dei Capricci fu scarsa, al punto che Goya, dalla cui vendita
sperava in un ottimo guadagno, si vide costretto a cedere lintera
prima tiratura al Re Carlo IV, in cambio di una borsa di studio per il
figlio Javier.
Il successo della serie aumentò con la seconda edizione del 1855,
fino a diventare una delle opere grafiche più importanti e celebrate
della storia dellarte.
Note biografiche
Francisco Goya nasce il 30 Marzo 1746 a Fuendetodos una piccola borgata
di Saragozza. Affascinato dalla pittura di Tiepolo, nel 1769 decide di
partire per l'Italia. Tornato in patria e stabilitosi a Saragozza, ottiene
l'importante commissione di alcuni affreschi per la basilica del Pilar.
Tra il 1775 e il 1792, dipinge 63 cartoni per arazzi, i cui soggetti bucolici
e popolari, grazie alla forza del suo genio e alla sua prodigiosa vitalità,
acquistano un accento di verità eccezionale nell'arte del suo tempo.
Nel 1783, presentato al fratello del re, Don Luis, l'artista lavora al
palazzo d'Arenas de San Pedro, vicino a Toledo, e dipinge il "Ritratto
della famiglia di Don Luis", opera di grandi dimensioni caratterizzata
da una particolare luminosità notturna. Dello stesso anno è
il "Ritratto del conte di Floridablanca", il potente primo ministro,
in cui il pittore sembra essere ancora intimidito dall'autorità
del suo modello. Nel 1785 nasce Javier Goya, l'unico figlio che gli sopravvivrà.
La situazione economica di Goya diventa più florida e cresce anche
la sua notorietà. Dal 1785 riceve l'appoggio e la protezione dei
duchi d'Osuna; al favore pubblico si aggiunge quello ufficiale, sancito
dalla nomina a vice direttore della sezione di pittura all'Accademia nel
1785 e a primo pittore di corte nel 1786. Per i duchi, Francisco Goya
dipinge da prima il "Ritratto della duchessa d'Osuna", che indossa
un abito simile a quello di Maria Antonietta, stupenda immagine del dolce
vivere. Nello stesso spirito elegante e leggero esegue, su un tema classico,
i quattro famosi cartoni per gli arazzi delle Stagioni.
La produzione dell'artista subisce un rallentamento; questi richiede molto
spesso dei congedi e, alla fine del 1792, mentre si trova in Andalusia,
si ammala gravemente. Tornerà a Madrid solo alla fine del 1793,
sordo e duramente provato da un attacco di paralisi. Riprende l'attività
ma, da quest'epoca, muta a poco a poco il proprio stile, abbandonando
l'uso dei colori freschi a vantaggio di effetti monocromi, e adottando
un esecuzione più aspra ed efficace. Dal 1794 al 1800 l'elenco
di capolavori è impressionante. I soggetti sono spesso ispirati
dal gruppo dei suoi amici liberali, in particolare dal poeta e giurista
Juan Antonio Meléndez Valdés (1754-1817). Tra i numerosi
ritratti, tutti molto vari e indimenticabili, citiamo la Marchesa della
Solana e la Duchessa d'Alba, tele nelle quali Goya impone la propria visione
della figura umana, captandone l'essenza con incredibile acutezza e audace
libertà di esecuzione pittorica. Durante questo periodo il gruppo
liberale prende il potere anche se solo per un breve momento, e Francisco
Goya diventa il ritrattista di «pensatori», dei quali ha realizzato
una galleria senza pari. Nel 1799 Francisco Goya realizza I Capricci.
Nello stesso anno, viene nominato primo pittore del re e l'anno seguente,
rappresenta Carlo IV e la sua famiglia. Nel 1820 scoppia la rivoluzione
costituzionale. Il re Ferdinando VII è costretto a fuggire; alla
fine del 1823, quando, dopo tre anni di disordini riprenderà il
potere, si stabilisce il «terrore bianco». Francisco Goya,
nonostante l'età, sembra impegnarsi nell'opposizione, al punto
che, al ritorno di Ferdinando VII, è costretto a nascondersi. Nel
maggio del 1824, all'epoca del decreto d'amnistia strappato al re degli
Alleati, si affretta a chiedere un congedo, con il pretesto di dover seguire
una cura termale in Francia. Si reca a Parigi, poi, nell'ottobre del 1824
si stabilisce a Bordeaux, dove muore nel 1828.
I
CAPRICCI DI GOYA
Milano, Galleria Bellinzona (via Volta 10)
7 settembre 28 ottobre 2006
Orari: dal martedì al sabato 16.00-19.30; giovedì fino alle
21.00.
Ingresso libero
Catalogo: edizioni Galleria Bellinzona
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