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L'esposizione
presenta una trentina di incisioni del maestro tedesco che testimoniano
l'estrema qualità della sua recente produzione. Accompagna l'evento
un catalogo èdito dalla Galleria Bellinzona, introdotto da Paolo
Savardi, che presenta tutte le opere esposte.
Scrive Paolo
Savardi, nel saggio introduttivo al catalogo: «Nellaffrontare
un'opera di Baselitz, la prima impressione è che lartista
abbia in sé la memoria di una avanguardia - lespressionismo
- che ha caratterizzato il secolo appena trascorso.
Ma se la lezione espressionista si coglie nellestetica del segno,
nella volontà pittorica di sostenere la forma attraverso una leggibilità
esteriore, lartista travalica il percorso consueto nel preciso momento
in cui scompagina lordine costituito delle cose, il loro rispondere
a leggi fisiche certe, confutabili solo nel dominio visionario e libero
dellarte.
Baselitz non rovescia le sue opere bensì le dipinge a rovescio,
come se il nucleo centrale della terra avesse traslato - in un cielo estremo
- il punto attrattivo della forza di gravità.
Il processo creativo ci restituisce, con bassi toni cromatici, ritratti
e paesaggi che conservano solidità, capacità narrante e
vivono contigui - di opera in opera - a comporre i molteplici protagonisti
dellesistere quotidiano.
Figlio di una terra, la Germania, che per lunghi anni ha vissuto una condizione
affine alle sue opere - sezionata dalla lama di un muro e rovesciata,
da qualunque latitudine la si guardasse, nelle sue due parti - Baselitz
interpreta questo disorientamento rifondando gli elementi specifici del
linguaggio artistico. La scelta non risponde ad una facile volontà
di stupire, non fa il verso ad un gesto pateticamente e infantilmente
provocatorio, piuttosto è funzionale alla necessità di esprimere,
attraverso strumenti personali, la rappresentazione delle cose.
Superato il disagio - che da visivo diventa emozionale - causato dal rovesciamento,
possiamo accedere ai valori interiori della sua arte, che è compiuta,
partecipe del suo tempo, capace di palesare il pensiero che lha
creata, così giustificando e stabilizzando un concetto altrimenti
fastidioso.
Le opere grafiche che compongono il corpus di questa mostra non tradiscono
i canoni che caratterizzano lopera pittorica di Baselitz. La levità
propria del segno inciso, che nulla toglie alla potenza evocativa delle
rappresentazioni, aiuta a meglio cogliere - nellassenza materica
del colore - lassunto del lavoro dellartista. Grafica dunque
come elemento aggiuntivo di comprensione e non voce di un linguaggio minore.
Ora scorrono aquile come pipistrelli, donne incastonate da fiori, coppie
di amanti silenti, cani senza alcuna catena che si inseguono e convivono,
uniti da sottili trame, sino a divenire i protagonisti della multiforme
commedia umana.
Georg
Baselitz. Incisioni 1997-2002
dal
14 giugno al 31 luglio 2003
Luogo:
Galleria Bellinzona, Lecco, via
Bezzecca 13, tel. +39.0341.365488
Orario
di galleria:
Sabato e domenica 10-12.30 o su appuntamento (tel. 336.341038)
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