Dal 30 settembre al 20 novembre 2004, si tiene alla Galleria Bellinzona di Milano, la mostra arcaangelo. monotipi (da Montecassino a Benevento passando per la puglia e ritorno senza mai toccare il mare).

Curata da Enzo Di Martino, l'esposizione propone una quarantina di monotipi che costituiscono il ciclo dei Sanniti. Accompagna la mostra un catalogo (ediz. Papiro Arte) che riproduce tutte le opere esposte e presenta oltre al testo del curatore, anche un'intervista all'artista realizzata da Ivan Quaroni.

intervista ad Arcangelo*
Com'è nato il ciclo dei Sanniti?
In realtà non è altro che una evoluzione dei lavori precedenti. Non c'è uno stacco netto, ma un'integrazione. I miei Sanniti non sono strettamente l'antico popolo di guerrieri conosciuto con questo nome. Sono gli uomini del Sannio, la mia terra d'origine. Una terra dove le testimonianze e le tracce di diverse cculture si sovrappongono e si mescolano. Terra di stratificazioni molteplici, dove resti romani convivono accanto a memorie bizantine e longobarde, dove simboli e immagini antiche si confondono. Il mio lavoro è un continuo scavo nella memoria collettiva di quella terra e nella mia memoria personale. Tra passato e presente c'è sempre una continuità che non tutti riescono a scorgere.
La tua pittura ha accolto nuove immagini e nuovi grafemi che riecheggiano i graffiti rupestri del Sahara e della Val Camonica, ma anche certe figure forti dell'immaginario Romanico, come quella dell'impiccato?
La mia pittura va verso la dimensione dove l'uomo si evolve e nasce la civiltà.
* estratto dal catalogo, arcangelo. monotipi (ediz. Papiro Arte)

Il monotipo
L'origine del monotipo viene fatta risalire a Giovanni Battista Castiglione (1609-1665) che, se non ha il merito di essere "l'inventore" di questo procedimento, ha sicuramente quello di aver dato origine ad una nuova forma d'arte.
Dal 1660, data dell'ultimo monotipo di Castiglione, questa pratica sembra cadere nel dimenticatoio.
Bisognerà aspettare la seconda metà dell'ottocento perché si verifichino nuovamente le condizioni per un ritorno di interesse verso un procedimento dai canoni estetici diversi e originali.
Sperimeentatore maniacale, Edgar Degas reinventa il monotipo e tra il 1870 e il 1880 crea circa 400 opere.
Quando nel 1968 il Fogg Art Museum di Boston espone i monotipi del maestro francese l'impatto è enorme: da allora centinaia di artisti lavorano con il monotipo espandendone il potenziale espressivo, prima in America, e dopo in Europa.
Negli ultimi vent'anni il lavoro con il monotipo conosce un'accelerazione enorme, rivitalizzato dall'opera dei più grandi artisti contemporanei come Sam Francis, jim Dine, Jasper Johns, Sean Scully, Emilio Vedova, Mimmo Paladino, che, lavorando in atelier sempre più specializzati, sviluppano il loro discorso formale attraverso una proliferazione di procedimenti. Sicché, molti dei monotipi moderni, come questi di Arcangelo hanno una pienezza, una forza cromatica nonché le dimensioni fisiche che li pongono in parallelo con la pittura.


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monotipi

Milano, Galleria Bellinzona, via Volta 10
30 settembre - 20 novembre 2004
Orario di galleria: dal martedì al sabato 16.00-19.30; giovedì fino alle 21.00
Mattina e festivi su appuntamento